giovedì 9 luglio 2009

A me mancano gli argini

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Ieri ho preso la mia chitarra acustica, era un po' che non la suonavo. Era tutta scordata, faceva un suono terribile.Non sono io che non sono più capace a suonare :-) Le note che uscivano dalla cassa mi graffiavano l'anima, era come viaggiare nel tempo, lasciarsi annegare dai ricordi. Ci ho messo parecchio ad accordarla,chi suona la chitarra sa quanto è noioso farlo, ma comunque alla fine il suono non era lo stesso perfetto ed allora dopo un po' mi sono stufato, ho riposto lo strumento nella custodia e buona notte. I rapporti con le persone seguono le stesse dinamiche. Vanno coltivati. Loro cambiano, i sentimenti ci mettono poco a diventare altro o anche niente, sfumano via. Ci va impegno,è faticoso, bisogna ricostruire ogni giorno e venirsi incontro reciprocamente,ingoiare rospi, fare delle cose insieme. Altrimenti ognuno si porta dietro la propria delusione e quella si mangia tutti i ricordi. Non è giusto, lo so, ma succede ogni giorno. Benvenuto sul pianeta terra. Le persone che ricordavamo non sono più le stesse di un tempo, seguono altre priorità, altri percorsi, spesso non sono più i nostri. Vengono rapiti dagli alieni. Fanno entrare nel loro mondo delle persone che noi non conosciamo neanche, li invitano nella loro vita a prendere il nostro posto, noi facciamo lo stesso. Ce ne accorgiamo magari dopo tanto tempo, perchè cambiare idea sugli altri o su se stessi è doloroso. Abbiamo bisogno di punti fermi, di scolpire abitudini consolidate e rassicuranti. E' anche una questione di tempismo, proprio quello che non ho. Quando le persone ci sono particolarmente care inghiottiamo amarezze per loro, perchè ci sembra giusto così, ma non è vero, non lo è mai giusto. Niente è giusto o sbagliato. Abbiamo così tanto bisogno di punti fermi che ci lasciamo accarezzare dal passato ma il passato che ritorna è soltanto un surrogato privo del gusto originale e le sue mani sono composte da dita fatte di lame che ci sfregiano il cuore. Lo sentiamo, lo sappiamo benissimo che non è più lo stesso e che suonare uno strumento scordato dal tempo non produce della buona musica. Abbiamo tutti bisogno di suonare buona musica, è una cosa importante. Ma per suonare buona musica bisogna essere in tanti o almeno in due e poi bisogna trovarsi in sintonia e seguire lo stesso spartito, le stesse note, lo stesso ritmo. Io poi sono sempre stato un solista stonato...
Ieri poi mi è anche venuta improvvisamente la voglia di andare a comprare la tua rivista preferita perchè volevo vedere con i miei occhi le stesse cose che vedevano i tuoi. Mi ricordavo perfino il nome, erano anni che non ci pensavo. Tra quelle pagine c'era la lettera di un uomo di 39 anni che diceva di avere un buon impiego e che la sua vita era abbastanza soddisfacente e che si sentiva realizzato, e...non aveva rapporti con le donne da quindici anni. L'ultima volta che era stato con una donna non era andata molto bene e allora aveva smesso. Ci teneva a specificare che non era attratto dagli uomini e che non aveva nulla in contrario verso chi nutriva attrazione verso quelli dello stesso, semplicemente lui no. Si chiedeva se tutto sommato potesse anche andare bene così, considerato che non sentiva particolarmente la mancanza dell'altra metà del cielo. Ho pensato ai miei ultimi 15 anni ed al fatto che se anche io avessi fatto come lui,non avessi frequentato nessuna donna, probabilmente adesso non sarei così: completamente andato di testa. Sarei una persona equilibrata e tutto il resto. Però è anche vero che non saprei di cosa scrivere, anzi probabilmente non avrei neanche motivo di farlo.

venerdì 3 luglio 2009

Il gusto di ieri

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Uno squarcio nel cielo, quando gli angeli iniziano ancora a strizzare le nuvole io riprendo a ingoiare delle gocce salate che mi solcano il viso come piccole lumache ed io le succhio direttamente dalle labbra. Una spada nella gola mi provoca violenti conati che provo a mascherare con colpi di tosse mentre accendo una sigaretta, nessuno si accorge di niente ed io non mi sento né meglio né peggio perché sono invisibile.
Voglio solo che questa giornata finisca. Voglio soltanto riuscire a dormire. Non sognare niente, se possibile. Niente. Non voglio niente.
Il paesaggio tutto attorno è composto da alberi grandi che si stagliano nel vuoto ed i rami attaccati sembrano uncini e le fronde impiccati. Tutto quanto mi appare come fossi in un film ma dove io non sono l’attore principale e non prenderò mai un oscar o nemmeno un premio speciale, anzi forse muoio ancora prima della fine dei titoli di testa, quando tutti sono ancora in bagno a pisciare, oppure dietro il bancone dell’atrio del cinema, a comprare i pop corn.
Un aereo irrompe da dietro una gigantesca nuvola nera.
Lo guardo e mi concentro. Non riesco a farlo precipitare sulla mia testa e la frustrazione che provo ha un qualcosa di tenero e viscerale, come quando mi capita di non riuscire a sapere come affrontare le cose ed allora semplicemente le ignoro.
L’acqua mi cola copiosa sulla faccia ed io mi sento nel posto sbagliato e la sensazione mi conforta e mi avvolge.
Ci sei tu dappertutto e le voci del tempo ed odori che mi riportano indietro,ma questa volta mi pizzicano soltanto. Mentre vomito allusioni che non riesco mai a rendere abbastanza plausibili, un uomo sul palco dice che fa male qualcosa che non riesco a capire e la sua chitarra mi gratta lo sterno. Tutti quanti urlano e fanno finta di capirci qualcosa, forse perché sono ancora lontani dall’età della consapevolezza che niente di niente ha in realtà nessun senso e che questo comunque non è neanche poi così male.
Prendo una birra che ha un pessimo sapore e la pago quattro euro.
Spruzzo autan addosso ad una tizia e la cosa mi fa ridere e allora le sorrido chiedendole scusa, lei nemmeno risponde e rimane soltanto a fissarmi come se fossi una persona orribile ed io mi chiedo come diavolo faccia a saperlo.
Le zanzare non mordono.
La mia amica è dipinta di abitudine. Lei dice quello che io mi aspetto che dica ed io faccio altrettanto.
La musica non mi piace, forse perché niente mi emoziona o mi stimola più.
Un altro aereo sbuca da un’altra nuvola nera. Strizzo gli occhi e cerco di tirarlo giù. Quello niente. Sparo fili di acciaio dagli occhi. Il rombo di un tuono si mescola con la chitarra distorta che ascolto. Ha smesso di piovere. Domani devo fare qualcosa. Ogni giorno, dico ogni giorno lo stesso. Poi mi passa e nemmeno mi ricordo chi sono. Uno specchio riflette il volto di una persona che mi somiglia ed io mi chiedo come ho fatto a precipitare così in basso. Io lo chiedo a me stesso anche se già conosco la risposta. La risposta è non importa. Domani, domani succederà qualcosa di fondamentale. Non ci credo nemmeno io però aspetto. Aspetto di trovare ancora qualche parola da ingoiare come acido solforico ed intanto la noia non muore e si mangia ogni cosa.
Mentre mastico il mio tempo quello ha perso il gusto di una volta come gomma da masticare che ho succhiato e che non riesco più a sputare.

lunedì 29 giugno 2009

Il diritto all'oblio

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La donna che sanguina e muore io la invidio perchè è diventata importante e famosa. Il suo pallore, il suo corpo che cessa di esistere, il suo babbo che urla.Esce un liquido vermiglio dalla gola ed io penso che quella ragazza non è mai stata così bella. La mia nazione è differente. La democrazia svuotata, mentre lecco il culo del papi lui dice a frequenze unificate che non mi ha mai e poi mai incontrato. Quando escono le foto dice che si tratta di una sporca mistificazione. Io intanto prendo il dizionario e quando scopro che vuol dire quello che ha detto, un pompelmo mi si incastra lungo la trachea e non riesco più a respirare. Io ho la lingua felpata e il sapore di merda del suo flaccido sfintere e lui dice che no, non può mica ricordarsi di tutti quelli che incontra. Il mio mito alla radio, lo sento dichiarare che io sono soltanto spazzatura.
E quando lui diceva che chiedeva di me per sollevare il morale, non lo leggo da nessuna parte perchè quello che ha detto è evaporato, o comunque è stato frainteso. E' facilissimo imitare la sua voce! Non ho mai preso soldi perchè i soldi sono soltanto pezzi di carta ed io voglio soltanto nutrirmi degli spasmi gentili del mio presidente. Mentre guardo la televisione io vedo: una faccia arancione che sorride alla telecamera e dice che gli italiani vogliono che lui resti sempre così. Io capisco cosa intende ed intanto mi accarezzo in mezzo alle gambe. Mentre scarico adrenalina col martello sul dito, il suo portavoce scandisce il mio nome e una serie di epiteti che mi fanno scendere delle piccole perle di acqua dagli occhi. Io lo chiamo perchè vorrei soltanto sentire la sua voce perfetta. Io la chiamo ma lui non mi risponde mai. C'è una voce che dice che l'utente non è raggiungibile. Io racconto alla gente che il mio papi mi vuole bene e non è colpa sua di quello che è successo, c'è un complotto mondiale. C'entrano agenti del kgb, della cia, organismi deviati delle giovani marmotte. I miei vicini mi buttano uova e farina dal balcone di sopra, nessuno mi saluta più. Io ho comprato una corda ed imparo i nodi delle barche del mare. Ma non ho il coraggio di liberarmi così e rispondo al citofono che non ho intenzione di rilasciare nessuna dichiarazione. Poi c'è un uomo pelato che parla di tregua ed io divento soltanto una troia per tutti. Il diritto all'oblio non riguarda senz'altro la feccia come me. Io sarò per sempre destinato a incontrare gli sguardi distolti della gente che pensa che ho fatto quello che c'era da fare, solamente per soldi. Ed allora vado al bancomat a prelevare tutto quello che ho, cinquemila euro, e poi li cambio in pezzi da cinque e li inghiotto. Io li mangio uno alla volta. Il sapore della carta è amaro, mentre muoio spero solo che il mio papi non muoia con me e che un giorno troverà la forza di perdonare, e di assolvere anche un poverino come me. Una piccola lucertola che voleva soltanto restare al sole per qualche minuto, e che per questo adesso: brucia come brucia la cenere ed il nero carbone.

lunedì 22 giugno 2009

Consapevoletudine



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. Alcune volte ho come l'impressione di essere dalla parte sbagliata degli occhi.

venerdì 12 giugno 2009

Stradasfanculo

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Il mio ritorno a casa è una scoraggiante coda di tritone composta da auto roventi che scivolano troppo lentamente sopra un tappeto rullante di grigio viscido asfalto che evapora all’orizzonte. Mentre ascolto la musica di radio flash 97.6,da oggi disponibile anche in streaming e sul digitale terrestre,si procede così lentamente che riesco a registrare particolari del paesaggio che non avrei mai notato; c’è un bimbo alla fabbrica dei marmi che mi fissa mentre lecca un ghiacciolo, ci sono cani sul tetto, grandi cani mastini con sguardi minacciosi e lingue che penzolano da un lato come impiccati oscillanti dai rami di alberi, cani sul tetto, non capisco, cani sbavanti. C’è un incidente più avanti, sicuro sputato è così, quando sulla strada provinciale per Susa si procede come in un lungo corteo funebre, a passo d’uomo zoppo, puoi giocarti il tuo flaccido culo che due o più stronzi si sono schiantati o qualcosa del genere. La sirena dell’ambulanza mi conferma che è come pensavo. Io intanto ho la nausea e la musica che passa la radio non mi piace per niente.Ho la testa che mi scoppia e dovrei smettere di fumare, o almeno riuscire a trovare un sistema diverso per odiare me stesso. Strizzo gli occhi e mi copro le tempie con entrambe le mani.Il rumore dei clacson è insopportabile. Tutto quanto lo è, insopportabile e brutto. Sono vittima delle mie ossessioni: tutto ciò che mi resta. Guardo dallo specchietto retrovisore la macchina dietro la mia,li dentro al posto di guida è seduta una donna sui quaranta né brutta né bella che ascolta con composta rassegnazione quello che le dice la donna al suo fianco, probabilmente la madre. La ascolta e annuisce ogni tanto. Ha gli occhi celesti e la morte nel cuore, come tutti quanti. Mi chiedo se anche lei ha cercato qualcosa di sè nello sguardo degli altri e se dopo aver allevato teneramente illusioni dolcissime, ha visto un giorno qualunque i suoi sogni martoriati, decapitati e sgozzati ai suoi piedi. Se è rimasta anche lei ad affondare completamente in pozzanghere di recriminazioni e follia. Quando qualcuno che hai amato improvvisamente ti uccide tu poi dopo devi a tua volta essere capace di fare altrettanto. Devi imparare ad odiare chi hai amato e dopo ti ha ucciso. Devi prendere la mira e sparare. Puntare diritto al suo cuore invisibile che sfuma in dissolvenza incrociata e premere il grilletto. Con proiettili imbottiti di polvere da sparo e realtà. Bang, tutto qua. Alla radio c'è uno che dice che la tizia che ha appena cantato ha problemi di deambulazione.A seguito di un incidente stradale, lei stava in bici ed un SUV ha provato a passarle attraverso. Sente i suoni distorti ed ha anche problemi con la luce, dice il tizio alla radio. Lascia sottoindendere che la vita sia comunque sempre fantastica. E che le donne sanno fare cose incredibili con la bocca. Quando ritorno a guardare davanti il lungo serpente di lamiera e catrame di cui faccio parte è avanzato di un paio di metri,io non ho voglia di andare più avanti ma non posso fare altrimenti perchè sarebbe troppo difficile da spiegare al resto dell'umanità. Resterò per sempre bloccato qui in questa dannata coda e la mia vita sarà più o meno uguale a come è stata fino ad ora, penso. Non ho voglia di fare niente ed ho caldo. Alzo il finestrino ed il volume dell’autoradio,poi caccio un urlo disperato lungo diversi intensi secondi che mi fa sanguinare le orecchie. Adesso mi sento decisamente meglio, riabbasso il finestrino. Non ho l’aria condizionata, chissà quando mi arriva l’auto nuova con l’aria condizionata. Con l’aria condizionata ed una linea moderna e accattivante e tutte le altre cose che mi consentiranno di avere una vita migliore e di non impazzire. Certe volte le cose che non riesco a dimenticare, sono le stesse che non sono mai riuscite a ricordarsi di me.

martedì 9 giugno 2009

Che noia, che barba

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Sto riscrivendo per la terza o forse quarta volta una specie di romanzo a cui sto lavorando da circa sei mesi e che è arrivato a srotolarsi nell'impensabile numero di 250 pagine, intanto sto cominciando un altro romanzo che credo chiamerò spettro rosa* e che parla di quanto l'amore sia la più tossica delle sostanze stupefacenti, poi c'è una tizia bellissima che fa la ballerina precaria ma quando rilascia anidride carbonica si trasforma in qualcosa che non ho davvero voglia di approfondire per niente, ma un paio di settimane fa quando ero ubriaco di lei e mi sembrava perfetta, ovviamente lei non mi cagava, ma adesso invece mi propone di andare a vedere uno spettacolo di flamenco beeeeellissimo, ride a tutte le battute che faccio e che non fanno ridere tutti quanti gli altri, e quando la accompagno per chilometri a piedi alle cinque del mattino mi parla di cose che non riesco o non ho voglia di stare a sentire. Intanto una che una volta era quello che alla maggior parte delle persone appare una canzone dei tiro mancino ma senza quel fastidioso accento romano adesso mi piace forse ancora ma non risponde ai miei messaggi e tendenzialmente non mi caga, poi oggi al supermercato ho incontrato una madonna con le tette che gridavano, esplodevano, ma io non riuscivo a fare altro che guardarla sorridere, mentre parlava con la sua amica, sotto la sua camicetta nera di seta diceva heii, e quando sono uscito dal parcheggio ed ho visto che finalmente aveva finito di parlare con l'amica ed ho fatto il giro con l'auto sei volte,ci stava mettendo una vita alla cassa, poi sono sceso e le sono passato accanto e quando ero a due metri da lei le borse di plastica gravate dal peso di un ottimo dolcetto d'asti ed una bottiglia di bianco muller turgau si sono sfondate ed aperte ed una di queste due bottiglie è rotolata fino ai suoi piedi ed io non sono riuscito a fare altro che farfugliare qualcosa tipo cazzo e lei è scoppiata a ridere e si è chinata ad aiutarmi, la plastica con il sushi si è aperta e lei mi ha detto che adora il sushi ed io dopo averla ringraziata non le ho chiesto il numero e neanche se voleva passare tutto il resto della vita insieme a me,quindi adesso non ho idea di dove diavolo abiti, o chi sia, e come diavolo riesca ad essere così fantastica. Aveva due anelli al dito indice di ogni mano, ma spero non sia sposata,credo che la fede vada messa all'anulare, e questo mi da qualche speranza, a parte il fatto che: a parte il fatto di aver notato che lei ha una lancia qualcosa bianca con una vu doppia sulla targa non so assolutamente nient'altro di lei. Per il resto tutto bene, comunque. Questo per scusarmi del fatto che non ho il tempo e l'ispirazione e la voglia di scrivere un post nuovo, ma ecco: credo averlo più o meno fatto.
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*grazie mille miliardi di fantastiliardi a zecche per il supporto morale ed il pungolare così efficacemente la mia cronica pigrizia con il suo contagioso entusiasmo, quando vincerò il premio strega sarai il primo ad essere ringraziato pubblicamente.

mercoledì 3 giugno 2009

Il figlio segreto del presidente

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Ascolta figliolo..


Si mamma


Credo che sia giunto il momento di dirti una cosa importante: tuo papà non è morto in quell' incidente con lo zucchero filato come ti ho sempre raccontato...il tuo vero padre è un altro ed è ancora vivo, più o meno.


wow! E me lo dici soltanto adesso?


Eh si, ho aspettato che fossi grande abbastanza.


Ma mamma, ho quaranta sette anni..


Si infatti credo che tu sia abbastanza grande, a proposito: potresti scendere dalle mie gambe, lo sai caro che ho l'artrosi e tutto


Ok, mamma scusami. E chi sarebbe il mio vero papà?


Avvicinati, la prudenza non è mai troppa.


Si?


pssst psst (bisbigli nelle orecchie,nda)


No? Lui no!!


Eh si, mi dispiace figliolo.


Ma io l'ho sempre odiato.


Strano, dagli ultimi sondaggi risulta avere il 101 per cento dei consensi..


Si, lo considero il diavolo in persona e non l'ho mai votato!


Strano, alle ultime elezioni ha preso il 101 per cento dei voti


No, non voglio essere un Parlustroni!!


Lo sei, caro: fattene una ragione..


E perchè mi hai sempre fatto credere che mio padre fosse un altro, e per giunta morto poi?


Beh, il fatto è che..


Voglio sapere tutto ma' !


Vedi, ero molto giovane. Meglio che non ti dica con esattezza quanto. Lui era già diventato presidente dell'Universo e quando gliel'ho detto..


Come l'ha presa mamma?


Beh,non esattamente come speravo. Ha detto "ecco il solito complotto dei comunisti e delle frange eversive..."e poi mi ha fatto accompagnare alla porta dal suo fido maggiordomo emilio.


Capisco


Comunque ad ogni tuo compleanno,non ne ha mai saltato uno, ha sempre fatto modo di farti arrivare questo (apre una scatola di latta ed estrae quarantasette cose di latta)


E queste cosa sarebbero?


Spille a forma di farfallina


...


Sono carine vero?


Nient'altro?


Ecco, no..


Minchia che spilorcio


Non parlare così di tuo padre!!


Ma.. mamma!
E' pur sempre tuo padre, un po' di rispetto cribbio!
Ma non potevi rivolgerti alla stampa, tirarci su due lire..
Ci avevo pensato ai tempi, ma la cosa non avrebbe fatto notizia, sai, non era la prima volta che capitava e nemmeno la seconda, e nemmeno la terza e nemmeno la quarta, e nemmeno la quin..

Ok, mamma. Credo di aver capito.

Ora caro, puoi tornare a giocare con i tuoi trenini. Spero che le cose tra di noi restino come sempre, dopo questa cosa che ti ho detto. Cos'è quella, una pistola ad acqua? Perchè la tieni puntata contro la mamma? Dai lo sai caro che non posso bagnarmi con l'artrosi e tutto. Non è divertente! Che significa questo? E' uno scherzo vero? Metti giù quella pist....

BANG.