io, la gente, il resto del mondo.
Forse essere felici significa semplicemente non avere paura di provare a fare qualcosa di nuovo, ogni giorno.
E’ NOIOSO.
Felicità come anestetico.
Avere sempre voglia di comprare un oggetto da dimenticare a prendere polvere su qualche mensola.
O almeno non fermarsi mai di cercare qualcosa ovunque.
Ho passato gli ultimi giorni del vecchio anno a morire più lentamente del solito.
Ed i primi del nuovo a rifiutare qualsiasi cosa.
Adesso ho paura di riuscire ad abituarmi a me stesso, e di restare intrappolato in una meta dimensione socio parallela in continuo loop sensoriale in assenza di gravità iper spaziale.
Qualsiasi cosa significhi quello che ho scritto, non credo che sarei in grado di risolvere una situazione del genere.
E’ che è così terribilmente complicato stare dietro a tutto, a tutti.
La Terra gira su sé stessa a migliaia di chilometri all’ora, per forza che il mondo fa vomitare.
Le persone si aspettano sempre qualcosa da te, e poi pretendono anche che tu sappia esattamente che cosa senza darti neanche un piccolo indizio che ti sia utile a scoprirlo.
La gente e le sue assurde pretese.
Non si può mai sbagliare.
Fai dieci cose giuste, nessuno se ne accorge.
Appena ne svacchi una, è la terza guerra mondiale.
Persone.
Pretendono attenzione continua.
Che ricordi il loro nome.
Senza permetterti neanche di comperare vocali.
E’ impossibile essere felici, nel ventunesimo secolo.
Con la televisione e tutto che ti bombarda di notizie a sirene spiegate, che alla fine anche se accosti, ti passa comunque attraverso lo stesso.
Vorrei farmi ibernare con il pene in erezione.
Farmi scongelare tra novemila anni, da uno scarafaggio gigante.
“Jksal alfdaf dawekdasf gwhtf”
“Come dici, amico?”
Avere solo tanta fame e nessun piano preciso,vedere che succede, come adesso.
Riesco a distruggere le cose ad una velocità impressionante.
Poi però non ho voglia di ricostruire.
Per reazione, se hai meno di cinquantanni, te ne fotti.
Fai quello contro.
Contro il sistema, contro il governo, contro te stesso.
Inizi a sedici anni.
Casualmente ti interessi ai ragazzi caduti durante la repubblica di Salò.
Quelli che stavano dalla parte sbagliata.
Ma sbagliata secondo quale punto di vista? Ti chiedi.
Forse, in fondo, erano soltanto militari che facevano il loro mestiere, dice una voce dentro di te.
Eseguivano ordini.
Dipende tutto da come finisce.
Se vinci sei un eroe.
Se perdi un criminale di guerra.
Ma tranquillo che cinquanta anni dopo ci sarà sempre qualcuno che dirà che le cose sono andate diversamente.
Guardo la televisione e mi nutro esclusivamente di apatia, disillusione e frutta secca.
Ci sono i razzi israeliani che colpiscono la striscia di Gaza.
Missili circoncisi.
Sbadiglio.
Quando ero piccolo ero convinto che se mi fossi messo di impegno, a pensarci intensamente per una settimana intera, avrei risolto da solo la questione palestinese.
Già il quarto giorno la soluzione mi fu evidente.
Bastava costruire una grande città sotterranea.
Sopra ci sta un popolo, sotto ci sta un altro.
Con già in mente alcuni passaggi del discorso che avrei fatto a breve in occasione del ricevimento del premio nobel per la pace, corsi a dirlo a mio padre.
Egli mi fece notare che nessuno dei due popoli avrebbe mai acconsentito a vivere sotto terra, come talpe.
Per lo meno, non da vivi.
Trovavo davvero assurdo il modo di ragionare degli adulti, ed avevo ragione.
I bambini hanno una saggezza che si esaurisce man mano che si cresce.
Si chiama entusiasmo.
Io l’ho esaurito in un colpo solo quella volta.
Per colpa di mio padre.
Sono passati più di ventanni e lui è ancora molto più vecchio di me.
Gli sta bene. Così impara.
E’ NOIOSO.
Felicità come anestetico.
Avere sempre voglia di comprare un oggetto da dimenticare a prendere polvere su qualche mensola.
O almeno non fermarsi mai di cercare qualcosa ovunque.
Ho passato gli ultimi giorni del vecchio anno a morire più lentamente del solito.
Ed i primi del nuovo a rifiutare qualsiasi cosa.
Adesso ho paura di riuscire ad abituarmi a me stesso, e di restare intrappolato in una meta dimensione socio parallela in continuo loop sensoriale in assenza di gravità iper spaziale.
Qualsiasi cosa significhi quello che ho scritto, non credo che sarei in grado di risolvere una situazione del genere.
E’ che è così terribilmente complicato stare dietro a tutto, a tutti.
La Terra gira su sé stessa a migliaia di chilometri all’ora, per forza che il mondo fa vomitare.
Le persone si aspettano sempre qualcosa da te, e poi pretendono anche che tu sappia esattamente che cosa senza darti neanche un piccolo indizio che ti sia utile a scoprirlo.
La gente e le sue assurde pretese.
Non si può mai sbagliare.
Fai dieci cose giuste, nessuno se ne accorge.
Appena ne svacchi una, è la terza guerra mondiale.
Persone.
Pretendono attenzione continua.
Che ricordi il loro nome.
Senza permetterti neanche di comperare vocali.
E’ impossibile essere felici, nel ventunesimo secolo.
Con la televisione e tutto che ti bombarda di notizie a sirene spiegate, che alla fine anche se accosti, ti passa comunque attraverso lo stesso.
Vorrei farmi ibernare con il pene in erezione.
Farmi scongelare tra novemila anni, da uno scarafaggio gigante.
“Jksal alfdaf dawekdasf gwhtf”
“Come dici, amico?”
Avere solo tanta fame e nessun piano preciso,vedere che succede, come adesso.
Riesco a distruggere le cose ad una velocità impressionante.
Poi però non ho voglia di ricostruire.
Per reazione, se hai meno di cinquantanni, te ne fotti.
Fai quello contro.
Contro il sistema, contro il governo, contro te stesso.
Inizi a sedici anni.
Casualmente ti interessi ai ragazzi caduti durante la repubblica di Salò.
Quelli che stavano dalla parte sbagliata.
Ma sbagliata secondo quale punto di vista? Ti chiedi.
Forse, in fondo, erano soltanto militari che facevano il loro mestiere, dice una voce dentro di te.
Eseguivano ordini.
Dipende tutto da come finisce.
Se vinci sei un eroe.
Se perdi un criminale di guerra.
Ma tranquillo che cinquanta anni dopo ci sarà sempre qualcuno che dirà che le cose sono andate diversamente.
Guardo la televisione e mi nutro esclusivamente di apatia, disillusione e frutta secca.
Ci sono i razzi israeliani che colpiscono la striscia di Gaza.
Missili circoncisi.
Sbadiglio.
Quando ero piccolo ero convinto che se mi fossi messo di impegno, a pensarci intensamente per una settimana intera, avrei risolto da solo la questione palestinese.
Già il quarto giorno la soluzione mi fu evidente.
Bastava costruire una grande città sotterranea.
Sopra ci sta un popolo, sotto ci sta un altro.
Con già in mente alcuni passaggi del discorso che avrei fatto a breve in occasione del ricevimento del premio nobel per la pace, corsi a dirlo a mio padre.
Egli mi fece notare che nessuno dei due popoli avrebbe mai acconsentito a vivere sotto terra, come talpe.
Per lo meno, non da vivi.
Trovavo davvero assurdo il modo di ragionare degli adulti, ed avevo ragione.
I bambini hanno una saggezza che si esaurisce man mano che si cresce.
Si chiama entusiasmo.
Io l’ho esaurito in un colpo solo quella volta.
Per colpa di mio padre.
Sono passati più di ventanni e lui è ancora molto più vecchio di me.
Gli sta bene. Così impara.

15 commenti:
I bambini avranno anche una saggezza maggiore degli adulti.
Ma piangnucolano per niente, sono egocentrici, combinano casini, non sanno prepararsi il pranzo da soli e hanno bisogno sempre della mamma.
Ah.
Come dici?
Anche gli adulti (uomini) sono cosi?
:)
io oggi ho provato qualcosa di nuovo, infatti ho pubblicato un libro, Panna Smontata. Ed ho paura. Che mi tirino addosso qualcosa che vada oltre alla verdura
che la forza sia con te.
almeno quella.
Io non capisco più la gente e non capisco più neppure me che sono la gente. La prima la evito, ma come fai ad evitare te stessa? Eppure c'è stato un momento in cui credevo di aver capito tutto e quel tutto mi piaceva. Ora quel tutto non mi piace più e quindi affermo di non capire. Mi sorge il dubbio di aver capito ora. Hai una soluzione che non sia quella finale? :)
Non credo tu l'abbia esaurita. Prima o poi qualcosa che la riporti (almeno un po') capita, se non la cerchi ovviamente. E poi, il fatto di averlo esaurito, l'entusiasmo dico, comporta che uno l'abbia avuto. Non è così scontato, c'è gente che davvero vive così com'è "felice" del suo nulla in tasca. Allora meglio essere infelici. Cmq magari la felicità è solo questione di equilibrio, che è come quel momento tra il giorno e la notte che non capisci cosa sia, se non quando è passato. ps: non so cosa ho scritto di preciso...è probabile sia una gran cavolata, ma i commenti mantengono sempre un certo livello di stupidità, almeno per quanto mi riguarda :)
Che tu ti firmi Guiro o Arturo, il tuo tratto è sempre brillante! ;-)
Se vuoi, posso aiutarti a dar fuoco a tutto quello che ti pare per riaccendere entusiasmi sopiti e quant'altro....giusto perchè ho bisogno di riaccendere anch'io qualcosa mica per altro! :-)
Un bacio
Marusia
Ciao AF, complimenti per l'incipit cordaiolo.
Sui ragazzi di Salò che stavano dalla parte sbagliata solo perchè tutto dipende da come finisce...beh, questa è una tesi fortemente revisionista e quasi abbandonata anche da La Russa.
Sei un rautiano?
La tua soluzione alla questione palestinese vale 1000.
A rileggerti
ZZZ
Gramigna: i bambini sono piccoli mostri, è vero. ma sono meglio di quando crescono e diventano mostri grandi. Tralascio di commentare il fatto che senti le voci, la mia poi..
:-)
Gasta: ma complimenti, una bella soddisfazione.. non avere paura, al massimo ti tirano una scarpa
Fgem: bello il tuo programma di commenti automatici, ogni tanto fai qualche aggiornamento però, dai
Cleide: se avessi la soluzione secondo te? correrei a brevettarla e sarei milionario. se credessi alle minchiate niu eig ti direi: la soluzione ognuno la trova dentro di sè..
nooooo!!!!!
:D
Amaranto: credo di avere una personalità bipolare, sono soggetto ad una specie di montagne russe dell'umore. a volte mi lascio prendere da momenti di esaltazione impensabile e organizzo campagne di russia e la conquista del west, in altre invece ho il morale a terra. questo significa che in effetti uno dei miei problemi è proprio riuscire a trovare un equilibrio.
Marusia: ciao Marù.e come fai ad aiutarmi? magari..
ricambio il bacio
:D
Zecche: ho cercato di trattare uno degli argomenti di questi giorni (la proposta di alcuni politici di assegnare riconoscimenti anche a quelli che stavano dall'altra parte) dando spazio all'ipotetico punto di vista di questi.
in realtà anche se può sembrare una provocazione la frase "se vinci sei un eroe se perdi un criminale di guerra" lo è solo fino ad un certo punto.
le mie inclinazioni politiche sono irrilevanti, comunque credo di essere antifascista.
Forse non sei bipolare, è che ogni tanto bisogna ricaricare le pile.
E dopo occuparsi d'altro, che so, un figlio, un partner, un progetto. Qualcosa che non sia solo lo specchio di noi stessi.
Senti da che pulpito viene la predica, eh...
(cmq anche marusia non si può trascurare)
baci, Filo
Arturo.
Giusto.
Prenditi cura di qualcosa.
Tipo l'alieno che ti sarai dimenticato da qualche parte.
Tipo nel forno o nell'armadio.
secondo me un bel passo avanti sarebbe fiondare nel cielo blu la televisione e fare una visitina alle talpe...chissà la loro verità non possa essere un'altra...
diotima47.blog.tiscali.it
secondo me hai bisogno di scopare.
secondo me potreste avere ragione. tutti quanti intendo.
soprattutto l'ultimo, però
Vedi?
Adesso lo dicono anche a te che hai bisogno di scopare.
Mi sentivo quasi una mosca bianca (sfigata).
-almeno Fgem aveva il buon gusto di metterci il nome-
Ma che novità! Tutti abbiamo bisogno di quella roba lì. Fa bene al cuore, alla pelle, alla linea e soprattutto distende i nervi..))
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