Non so come si chiama ma io lo chiamo Giorgio.
Giorgio è un giovane clandestino proveniente dal Marocco. Fa l’ambulante.
Ha ventidue anni. E’ in Italia da due. Parla molto male l’italiano.
Ha un po’ l’aria strafottente. E' molto alto, un bel ragazzo. Vende tra le altre cose cinture, ma a prima vista sembrano prive di tritolo e dell'apposito innesco.
Il mio barbiere gli ha dato temporaneamente asilo nel suo negozio, giusto per consentirgli di tirare il fiato qualche minuto.
Giorgio sfoglia uno di quei giornali dove ci sono i gossip. Gente demente, novella seimila o il corriere della s..
Mi chiede di comprare delle calze, io dico no grazie. Lui continua a farmi vedere la sua merce. Sono un po’ infastidito dalla sua insistenza, ma faccio finta di niente. Il mio barbiere invece gli dice che vende roba di cattiva qualità. Roba cinese la chiama. Giorgio si incazza. Il tizio che gli da la mercanzia da vendere è italiano ci dice. Comunque protesta in maniera civile.
Giorgio sfoglia il giornale e dice che gli piace la tizia bionda ritratta in alcune foto. Ce le fa vedere. Il mio barbiere, che ha più di sessantanni gli dice quella è michelle hunziker. Giorgio non la conosce, ma da come guarda la foto si capisce che vorrebbe tanto conoscerla.
Il mio barbiere nota che Giorgio non parla più e allora gli chiede se si è offeso. Lo chiama permaloso. Giorgio sorride, dice che non sa il significato della parola permaloso.
In realtà si è soltanto alienato tra le pagine patinate della rivista di gossip. Provo a spiegare in inglese, lui non sa l’inglese. Francese? Mi chiede.
No, grazie. Rispondo. Sono un piemontese un po' particolare, non spiccico quasi una parola di francese.
Giorgio mi dice che a lui stanno sulle palle i rumeni.
Si danno un sacco di arie, mi dice. Io gli rispondo che non so, però che le rumene sono belle e lui dice che ho ragione.
Gli chiedo di raccontarmi come è arrivato in Italia e lui senza problemi mi accontenta.
In nave fino a Lampedusa. Poi è stato dentro il centro temporaneo per una settimana. Poi gli hanno detto qualcosa ma siccome non capiva una parola non sa che cosa. E’ stato un po’ in giro per la Sicilia e quando ha visto arrivare la polizia è scappato, così l’hanno preso e messo in galera a Catania per quasi due mesi.
E’ arrivato a Torino. Giorgio mi dice che lo fermano praticamente tutti i giorni, ma lo lasciano sempre andare. Solo una volta a Rivoli i carabinieri lo hanno portato in caserma e poi dopo si è fatto una settimana al carcere delle vallette.
E’ costretto a venire in prima cintura a vendere le sue carabattole perché in centro a Torino c’è troppa concorrenza, mi dice.
Perché non vai in qualche altro paese, gli chiedo. Un paese più ospitale, intendo.
Giorgio si mette a ridere e mi dice che non esiste un posto migliore dove stare per un clandestino,che questo è l’unico paese dove è possibile sopravvivere,che in Francia, in Spagna verrebbe mandato sicuramente a casa.
Lo saluto. Ciao Giorgio. Penso che poveraccio, mi fa un po’ pena. Probabilmente non ha la televisione e quindi non ha assolutamente idea di come stanno veramente le cose, lui.
martedì 24 febbraio 2009
Clandestinità in
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massaggi alla nazione
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6 commenti:
oppure lo sa troppo bene come vanno le cose...
questione di punti di vista :-(
Enjoy,
J
Penso che ognuno voglia vivere dignitosamente a casa propria. E vedere i venditori di tutto un po' in giro per le nostre strade mi fa un po' tristezza.
Dovresti dire a Giorgio che l'italiano da cui si rifornisce lo sta fregando. L'italiano acquista dal cinese e vende al marocchino..:))
Giorgio ha ragione; ho letto tempo fa su Repubblica che in Spagna non vanno tanto per il sottile.
Cmq quella che fa non é vita ed é molto triste vedere persone che devono "vivere " in questo modo.
Ma sai che da Italiana che vive in Italia, mi sento più clandestina di Giorgio ultimamente? :S
Marusia
il problema è che anche chi ha la televisione a volte non ha idea di come stiano realmente le cose, tra l'altro..
Anche se i problemi di Giorgio sono sicuramente peggio.
JJ: già, i punti di vista sono fondamentali, dovremmo ricordarcene sempre
Cleide: eh eh in effetti non me la sono sentita di dirglielo, cmq sulla tristezza di vedere in giro gli ambulanti non mi trovi d'accordo
Daniele: la cosa che mi rende davvero triste è pensare che magari tra poco se andiamo avanti così saremo costretti noi ad andare a vendere carabattole in marocco, io non ce la farei mai a vivere in un paese che bandisce l'alcool!!
Marusia: in effetti è proprio quello che volevo significare, anche io mi sento un po' clandestino
Amaranto: Eh si, dovremo iniziare a considerare l'ipotesi remota che la televisione non dica sempre la verità
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