lunedì 20 aprile 2009

Paura di niente

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Io da un po’ di tempo mi sento come tirato a destra e sinistra da invisibili fili di pensieri, retti da forze (malvagie?) e sinceramente non ho capito bene esattamente da che parte devo mettermi e stare. Vorrei riappropriarmi di me stesso ma non sono sicuro di esserlo mai stato, mio. E se poi scopro che in realtà non sono poi quel granchè, al di fuori dai circoli e dalle convenzioni socio culturali e dalle pose che assumo per non sembrare diverso e quindi di conseguenza sbagliato, ridicolo, morto? E’ un problema, me ne rendo conto, ma prima o poi qualcuno doveva sollevarlo. Ma che ernia signori! Io sono in fondo convinto di non appartenere proprio ad alcun posto, anche se il luogo dove resto mi suscita familiari divagazioni in qualche modo vagamente sollevanti e sentimenti di nostalgia quando invece me ne allontano. Vorrei soltanto liberare quello che sono da tutti i recipienti che mi contengono, e che soffocano da sempre le mie naturali predisposizioni emotive, coperte di linus come nodi scorsoi. O in alternativa vorrei svegliarmi domani con la capacità di non avere mai, davvero mai,proprio mai, paura di niente.
E vedere che succede, se qualcosa succede.
E se invece non mi succede?
Al limite rimango qui, nella mia border line.

2 commenti:

Amaranto ha detto...

"gente che muore di nostalgia, ma quando torna dopo un giorno muore dalla voglia di andare via".
Così mi spiego di solito il senso di non appartenere veramente a nessun posto, ma di fare fatica a staccarmi.

Cleide ha detto...

E se non fossero forze malvagie ma solo uno stimolo per uscire fuori da quei recipienti? Per indolenza o per timore vince la forza dell'abitudine. A stare sul bordo c'è buono pure l'asino e tu di asinino non mi pare che abbia niente.)