Perchè tutti quanti abbiamo bisogno di consumarci
Il cielo si sta lentamente caricando di tutta l’ elettricità che gli serve per fare quello che deve. Ha il colore azzurroscurogrigio del contorno del cielo, una cornice quasi completamente priva di sfumature; le montagne sono scomparse, ma è solo un illusione ottica,o qualcosa del genere,no anzi, è dio che se l’è mangiate, o forse non sono mai esistite, e dio non ha bisogno di mangiare, o di fare qualsiasi altra cosa.
Fa ancora troppo freddo, fa. Un freddo insopportabile,irriverente, incomprensibile.
Fuori c’è il vento che ti sferza con violenza il viso e le parti del corpo che lasci colpevolmente prive di copertura, come ad esempio le mani ed il cuore.
Le folate di aria gelida ti assalgono ovunque: appena esci sulla soglia di casa,sugli scalini dell’ufficio, fuori nel piazzale dei carrelli al supermercato.
Mi piace andare a fare la spesa, ogni tanto. Mescolarmi con gli altri disperati frequentatori del mondo, simulare partecipazione e controllo. Partecipazione e controllo. Partecipazione e controllo. Faccio finta di valutare con cura il rapporto qualità prezzo dei prodotti, in realtà osservo, avendo cura di non farmi scoprire, il nichilismo concettuale delle altrui esistenze incrociarsi casualmente con la mia,anche se solo per qualche istante.
Ascolto pezzi dei discorsi degli altri clienti,non persone, non uomini, non donne, ma clienti: voraci,volgari,insulsi servi, coi loro marci sorrisi e la loro patetica ingenua convinzione di avere importanza come esseri umani. Consumatori, esattamente come me.
Le loro conversazioni sono assorbite da quella massa viscida e schifosa che sta dentro la mia calotta cranica, per poi essere automaticamente assemblate, in rigoroso ordine casuale, e infine diventare pensieri che rimbalzano senza controllo, non capisco né come né dove, come palle magiche colorate psichedeliche senza un briciolo di dignità o di coraggio.
hey Luca, per stasera avrei voglia di assaggiare un bel
cazzo, ho risposto che non doveva azzardarsi a darmi
del pane, un chilo e mezzo ben cotto e ancora
scuse, soltanto scuse diglielo che non hai intenzione di
andare a pagare………
Sono tutti quanti matti.
I politici, i giornalisti, i magistrati, i cadaveri, i papi, tutti quanti a ripetere le stesse cose da milioni di anni,a parte i cadaveri, quelli restano immobili ad ascoltare e marcire.
D’altronde, una menzogna ripetuta molte volte non fa che diventare più vera di una qualsiasi assoluta verità tenuta soltanto per sé.
Alla fine chiunque finisce per forza ad arrivare a pensare che in qualche modo abbiano tutti quanti in effetti ragione, ma in realtà non è affatto così.
Non hanno ragione.
Nessuno ha ragione.
A parte i cadaveri, intendo. Quelli hanno sempre ragione.
Prendo in mano una latta di pelati,ed in questo momento mi sembra quella della zuppa di Andy Wharol e dagli altoparlanti attacca improvvisamente quel pezzo famoso dei Ramones,quello che fa baby I love youuu, e trovo che sia strano questo, perché in effetti devo aver letto da qualche parte che proprio quel frocio sempre strafatto di lsd fu uno dei primi a scoprirli quando nessuno sapeva nemmeno chi erano, e improvvisamente tutti quanti nel supermercato mi sembrano felici e vedo giustizia,bellezza e perfezione ovunque.
Fa ancora troppo freddo, fa. Un freddo insopportabile,irriverente, incomprensibile.
Fuori c’è il vento che ti sferza con violenza il viso e le parti del corpo che lasci colpevolmente prive di copertura, come ad esempio le mani ed il cuore.
Le folate di aria gelida ti assalgono ovunque: appena esci sulla soglia di casa,sugli scalini dell’ufficio, fuori nel piazzale dei carrelli al supermercato.
Mi piace andare a fare la spesa, ogni tanto. Mescolarmi con gli altri disperati frequentatori del mondo, simulare partecipazione e controllo. Partecipazione e controllo. Partecipazione e controllo. Faccio finta di valutare con cura il rapporto qualità prezzo dei prodotti, in realtà osservo, avendo cura di non farmi scoprire, il nichilismo concettuale delle altrui esistenze incrociarsi casualmente con la mia,anche se solo per qualche istante.
Ascolto pezzi dei discorsi degli altri clienti,non persone, non uomini, non donne, ma clienti: voraci,volgari,insulsi servi, coi loro marci sorrisi e la loro patetica ingenua convinzione di avere importanza come esseri umani. Consumatori, esattamente come me.
Le loro conversazioni sono assorbite da quella massa viscida e schifosa che sta dentro la mia calotta cranica, per poi essere automaticamente assemblate, in rigoroso ordine casuale, e infine diventare pensieri che rimbalzano senza controllo, non capisco né come né dove, come palle magiche colorate psichedeliche senza un briciolo di dignità o di coraggio.
hey Luca, per stasera avrei voglia di assaggiare un bel
cazzo, ho risposto che non doveva azzardarsi a darmi
del pane, un chilo e mezzo ben cotto e ancora
scuse, soltanto scuse diglielo che non hai intenzione di
andare a pagare………
Sono tutti quanti matti.
I politici, i giornalisti, i magistrati, i cadaveri, i papi, tutti quanti a ripetere le stesse cose da milioni di anni,a parte i cadaveri, quelli restano immobili ad ascoltare e marcire.
D’altronde, una menzogna ripetuta molte volte non fa che diventare più vera di una qualsiasi assoluta verità tenuta soltanto per sé.
Alla fine chiunque finisce per forza ad arrivare a pensare che in qualche modo abbiano tutti quanti in effetti ragione, ma in realtà non è affatto così.
Non hanno ragione.
Nessuno ha ragione.
A parte i cadaveri, intendo. Quelli hanno sempre ragione.
Prendo in mano una latta di pelati,ed in questo momento mi sembra quella della zuppa di Andy Wharol e dagli altoparlanti attacca improvvisamente quel pezzo famoso dei Ramones,quello che fa baby I love youuu, e trovo che sia strano questo, perché in effetti devo aver letto da qualche parte che proprio quel frocio sempre strafatto di lsd fu uno dei primi a scoprirli quando nessuno sapeva nemmeno chi erano, e improvvisamente tutti quanti nel supermercato mi sembrano felici e vedo giustizia,bellezza e perfezione ovunque.
Anche se poi penso che con tutta la sua vita di eccessi alla fine Andy Wharol è morto per una complicanza a seguito di una banale operazione di cistifellea, e allora mi viene l'angoscia e tutto ritorna intollerabile e impossibile da digerire.
Ci metto un tempo incredibilmente lungo a leggere tutte le informazioni sovraimpresse sull’etichetta del barattolo, poi lo rigiro, lo stringo forte al petto, mi sanguinano le dita, ma in quel momento nemmeno ci faccio caso e mi viene soltanto da piangere, ma invece scoppio in una fragorosa risata.
Nessuno si gira,o mostra di accorgersi del fatto che io stia ridendo da solo in un supermercato con una scatola di pomodori in mano, ed allora la smetto.
Ci metto un tempo incredibilmente lungo a leggere tutte le informazioni sovraimpresse sull’etichetta del barattolo, poi lo rigiro, lo stringo forte al petto, mi sanguinano le dita, ma in quel momento nemmeno ci faccio caso e mi viene soltanto da piangere, ma invece scoppio in una fragorosa risata.
Nessuno si gira,o mostra di accorgersi del fatto che io stia ridendo da solo in un supermercato con una scatola di pomodori in mano, ed allora la smetto.
Senza un pubblico qualsiasi cosa diventa inutile e priva di senso. La musica si interrompe di colpo.
Si sente un cigolio fastidioso, mi volto alla mia destra una signora fa una smorfia e si porta le mani alle orecchie, il rumore però dura meno di un secondo e poi sento una voce femminile dire un addetto al reparto televisori al plasma è atteso in corsia, poi la musica riprende ed io penso soltanto al fatto che tutti quanti i quattro componenti originari del gruppo sono morti,tutti tranne Tommy Ramone.
Una voce mi coglie alla sprovvista e invece di scansarmi e lasciare passare il carrello la latta di pomodori pelati mi cade a terra, ed io non la raccolgo, e facendo così il mio gesto diventa automaticamente attivismo politico.
Le persone adesso mi sembrano fantasmi e questo mi rilassa un pochino.
Quelli che restano in silenzio, mi sembrano tutti quanti tristi. Non guardano niente o nessuno, camminano tra le corsie velocemente, sbuffano, si lamentano con i commessi, non guardano niente o nessuno. L’avevo già detto lo so, ma lo fanno molte volte, anche adesso. Non guardano niente o nessuno e niente o nessuno sembra guardare loro. A parte me, chiaramente. Io osservo tutto quanto e registro. Prima o poi potrebbe servirmi, andare a pescare nell’archivio dei ricordi. Una frase che ho sentito un giorno, potrebbe anche salvarmi la vita, chi sa. Anche questa volta ho passato due ore sprecate e quando me ne accorgo non posso fare altro che trasformarmi in cittadino anche io e andare di corsa velocemente senza guardarmi intorno, prendere prodotti a caso dagli scaffali e gettarli dentro il carrello, andare alla cassa, sorridere, estrarre una carta, sorridere ancora,ritirare la moneta dal carrello, infilarla in tasca, mettere la prima, partire, andare a casa, provare ancora a capirci qualcosa,lavare, mangiare, aspettare, ricordare,piangere,dimenticare, dormire, rifare tutto di nuovo. Tutto di nuovo daccapo.
Si sente un cigolio fastidioso, mi volto alla mia destra una signora fa una smorfia e si porta le mani alle orecchie, il rumore però dura meno di un secondo e poi sento una voce femminile dire un addetto al reparto televisori al plasma è atteso in corsia, poi la musica riprende ed io penso soltanto al fatto che tutti quanti i quattro componenti originari del gruppo sono morti,tutti tranne Tommy Ramone.
Una voce mi coglie alla sprovvista e invece di scansarmi e lasciare passare il carrello la latta di pomodori pelati mi cade a terra, ed io non la raccolgo, e facendo così il mio gesto diventa automaticamente attivismo politico.
Le persone adesso mi sembrano fantasmi e questo mi rilassa un pochino.
Quelli che restano in silenzio, mi sembrano tutti quanti tristi. Non guardano niente o nessuno, camminano tra le corsie velocemente, sbuffano, si lamentano con i commessi, non guardano niente o nessuno. L’avevo già detto lo so, ma lo fanno molte volte, anche adesso. Non guardano niente o nessuno e niente o nessuno sembra guardare loro. A parte me, chiaramente. Io osservo tutto quanto e registro. Prima o poi potrebbe servirmi, andare a pescare nell’archivio dei ricordi. Una frase che ho sentito un giorno, potrebbe anche salvarmi la vita, chi sa. Anche questa volta ho passato due ore sprecate e quando me ne accorgo non posso fare altro che trasformarmi in cittadino anche io e andare di corsa velocemente senza guardarmi intorno, prendere prodotti a caso dagli scaffali e gettarli dentro il carrello, andare alla cassa, sorridere, estrarre una carta, sorridere ancora,ritirare la moneta dal carrello, infilarla in tasca, mettere la prima, partire, andare a casa, provare ancora a capirci qualcosa,lavare, mangiare, aspettare, ricordare,piangere,dimenticare, dormire, rifare tutto di nuovo. Tutto di nuovo daccapo.
Fino a quando non ci sarà più niente, più niente e nessuno da capire o da rifare daccapo.


