Non so come si chiama ma io lo chiamo Giorgio.
Giorgio è un giovane clandestino proveniente dal Marocco. Fa l’ambulante.
Ha ventidue anni. E’ in Italia da due. Parla molto male l’italiano.
Ha un po’ l’aria strafottente. E' molto alto, un bel ragazzo. Vende tra le altre cose cinture, ma a prima vista sembrano prive di tritolo e dell'apposito innesco.
Il mio barbiere gli ha dato temporaneamente asilo nel suo negozio, giusto per consentirgli di tirare il fiato qualche minuto.
Giorgio sfoglia uno di quei giornali dove ci sono i gossip. Gente demente, novella seimila o il corriere della s..
Mi chiede di comprare delle calze, io dico no grazie. Lui continua a farmi vedere la sua merce. Sono un po’ infastidito dalla sua insistenza, ma faccio finta di niente. Il mio barbiere invece gli dice che vende roba di cattiva qualità. Roba cinese la chiama. Giorgio si incazza. Il tizio che gli da la mercanzia da vendere è italiano ci dice. Comunque protesta in maniera civile.
Giorgio sfoglia il giornale e dice che gli piace la tizia bionda ritratta in alcune foto. Ce le fa vedere. Il mio barbiere, che ha più di sessantanni gli dice quella è michelle hunziker. Giorgio non la conosce, ma da come guarda la foto si capisce che vorrebbe tanto conoscerla.
Il mio barbiere nota che Giorgio non parla più e allora gli chiede se si è offeso. Lo chiama permaloso. Giorgio sorride, dice che non sa il significato della parola permaloso.
In realtà si è soltanto alienato tra le pagine patinate della rivista di gossip. Provo a spiegare in inglese, lui non sa l’inglese. Francese? Mi chiede.
No, grazie. Rispondo. Sono un piemontese un po' particolare, non spiccico quasi una parola di francese.
Giorgio mi dice che a lui stanno sulle palle i rumeni.
Si danno un sacco di arie, mi dice. Io gli rispondo che non so, però che le rumene sono belle e lui dice che ho ragione.
Gli chiedo di raccontarmi come è arrivato in Italia e lui senza problemi mi accontenta.
In nave fino a Lampedusa. Poi è stato dentro il centro temporaneo per una settimana. Poi gli hanno detto qualcosa ma siccome non capiva una parola non sa che cosa. E’ stato un po’ in giro per la Sicilia e quando ha visto arrivare la polizia è scappato, così l’hanno preso e messo in galera a Catania per quasi due mesi.
E’ arrivato a Torino. Giorgio mi dice che lo fermano praticamente tutti i giorni, ma lo lasciano sempre andare. Solo una volta a Rivoli i carabinieri lo hanno portato in caserma e poi dopo si è fatto una settimana al carcere delle vallette.
E’ costretto a venire in prima cintura a vendere le sue carabattole perché in centro a Torino c’è troppa concorrenza, mi dice.
Perché non vai in qualche altro paese, gli chiedo. Un paese più ospitale, intendo.
Giorgio si mette a ridere e mi dice che non esiste un posto migliore dove stare per un clandestino,che questo è l’unico paese dove è possibile sopravvivere,che in Francia, in Spagna verrebbe mandato sicuramente a casa.
Lo saluto. Ciao Giorgio. Penso che poveraccio, mi fa un po’ pena. Probabilmente non ha la televisione e quindi non ha assolutamente idea di come stanno veramente le cose, lui.
martedì 24 febbraio 2009
Clandestinità in
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massaggi alla nazione
mercoledì 18 febbraio 2009
Dentro una tela di ragno
1.
Allora, era andata più o meno così, o almeno questo è quello che ricordo: c’era questa tizia che mi aveva mandato una mail nella quale oltre ad una serie di punti esclamativi e faccine, riferimenti sessuali più o meno espliciti,niente foto come al solito,diceva che aveva letto le cose che scrivevo sul blog e si sperticava in elogi sulla mia a suo dire assolutamente geniale capacità letteraria e mi chiedeva qual’era l’opinione che avevo in merito all’emancipazione sessuale femminile. Beh, la mia idea sulla cosa era abbastanza semplice e cioè pensavo che non avevo idea di cosa la parola emancipazione significasse ma che comunque associato al termine sessuale qualsiasi concetto apparisse automaticamente svuotato di ogni suo presunto significato originario, che fosse un uovo di colombo, e che le donne in fondo non avessero bisogno di una scusa per farsi infilzare da chiunque ritenessero opportuno farsi infilzare, ma il concetto era parecchio difficile da esprimere in maniera delicata e comunque non ritenevo valesse la pena renderlo noto ad una sconosciuta soltanto perchè essa pensava, forse a ragione chi può dirlo, di avere parecchie affinità con il sottoscritto,e la cosa sinceramente mi offendeva pure parecchio,dato che comunque l’intenzione che avevo voluto esprimere ogni volta che pubblicavo qualcosa su internet era invece totalmente contraria e cioè che io non avevo nulla da spartire con il mondo intero, soprattutto con gli abitanti del pianeta muniti di tette e di fica. No, non era decisamente agevole esprimere queste mie considerazioni senza urtare la suscettibilità del mio interlocutore. Poi la tizia continuava chiedendomi anche dove avevo preso il nick Guiro Karelias e mi confessava che lo aveva trovato davvero molto buffo. Mi pare che il suo fosse angel of damnation, o qualcosa di simile.
Decisi allora alla fine di comportarmi come facevo di solito in quel particolare tipo di circostanze, e cioè non le risposi. Lei allora continuò a commentare ed a mandarmi mail.
Erano altri tempi. Io continuavo a non rispondere. Intanto in quel periodo ero parecchio depresso anche se mi sentivo sparato a mille,questo perché facevo largo uso di veleni più o meno legali, dalle anfetamine alla coca, ingoiavo alcool e fumavo erba,hashish borbuka [grazie claudia un giorno scriverò qualcosa di poco sensato anche su di te] e sigarette di tabacco arrotolate, pensavo sempre molto, e questo portava via molto tempo a tutto il resto, e il resto comunque doveva essere fatto e non era molto semplice, o anche solo possibile, allora prendevo anche polveri bianche, così tutto diventava molto più facile; è importante semplificare le cose, penso sia normale farlo,credo che su questo possiamo tutti quanti essere d'accordo. Intanto leggevo molti libri ma li interrompevo tutti più o meno dopo qualche riga, sia del libro che delle polveri bianche. Un giorno presi in mano un romanzo che si chiamava chiedi alla polvere, dopo aver letto il titolo lo riposi immediatamente ubbidendo senza ulteriori indugi all’esortazione contenuta sulla copertina.Quello era stato fuor di ogni sorta di dubbio un segno, mi giustificai. Poi, dopo aver fatto il giro dell'appartamento ed aver controllato che tutti i rubinetti fossero chiusi, che la manopola del gas fosse posizionata in corrispondenza della scritta close, che non vi fossero candele accese, radio accese, televisori accesi, bypass coronarici accesi, uscivo dal mio appartamento e mentre stavo in auto tamburellavo sul volante canticchiando le canzoni dei cartoni animati inventati da me.C’era quello ad esempio che raccontava l’adolescenza di Pollon.
Pollon in questo cartone animato inventato da me aveva appena compiuto diciottanni e si stava titillando i capezzoli turgidi allo specchio quando ad un certo punto il dio dell'amore eros.. va beh credo di star divagando,poi non credo che interessi, magari ve lo racconto un’altra volta.
Mi capitava molto spesso di frequentare locali pieni di personaggi di discutibile moralità: universitari, figli di liberi professionisti,universitari figli di liberi professionisti, popstar pseudo alternative, copywriter pubblicitari, iscritti al partito democratico.
Ogni volta che arrivavo c’era sempre qualcuno che mi salutava calorosamente e mi chiedeva come stavo e ogni volta io rispondevo semplicemente: sto da dioooo ma tu chi sei? Quello allora scoppiava a ridere e dopo qualche secondo di plausibile sconcerto da parte mia per chiudere la faccenda ridevo anche io, poi ordinavo un vodka martini ed andavo a fare lo stesso con qualche tizia che reagiva più o meno come avevo appena fatto io, se invece faceva finta di conoscermi e mi dava un minimo di spago diventavo magnetico e intrigante, trovavo il modo di finire a casa sua e poi dopo aver fatto quello che andava fatto sparivo, mettevo una croce su quel locale nel mio taccuino mentale, e pensavo che in fondo un po’ mi dispiaceva essermi bruciato un posto squallido come quello, ma comunque ce n’erano tanti, erano tutti più o meno uguali e la sensazione che avevi appena entravi era più o meno quella che immaginavo debbano trovarsi a provare gli insetti,quando un attimo prima sono lì a gironzolare tranquillamente liberi nell’aria e l'attimo dopo si trovano invece improvvisamente intrappolati dentro una tela di ragno, vengono divorati vivi quasi immediatamente e senza neanche il tempo di capire esattamente cosa sia successo, ma soprattutto perchè.
Decisi allora alla fine di comportarmi come facevo di solito in quel particolare tipo di circostanze, e cioè non le risposi. Lei allora continuò a commentare ed a mandarmi mail.
Erano altri tempi. Io continuavo a non rispondere. Intanto in quel periodo ero parecchio depresso anche se mi sentivo sparato a mille,questo perché facevo largo uso di veleni più o meno legali, dalle anfetamine alla coca, ingoiavo alcool e fumavo erba,hashish borbuka [grazie claudia un giorno scriverò qualcosa di poco sensato anche su di te] e sigarette di tabacco arrotolate, pensavo sempre molto, e questo portava via molto tempo a tutto il resto, e il resto comunque doveva essere fatto e non era molto semplice, o anche solo possibile, allora prendevo anche polveri bianche, così tutto diventava molto più facile; è importante semplificare le cose, penso sia normale farlo,credo che su questo possiamo tutti quanti essere d'accordo. Intanto leggevo molti libri ma li interrompevo tutti più o meno dopo qualche riga, sia del libro che delle polveri bianche. Un giorno presi in mano un romanzo che si chiamava chiedi alla polvere, dopo aver letto il titolo lo riposi immediatamente ubbidendo senza ulteriori indugi all’esortazione contenuta sulla copertina.Quello era stato fuor di ogni sorta di dubbio un segno, mi giustificai. Poi, dopo aver fatto il giro dell'appartamento ed aver controllato che tutti i rubinetti fossero chiusi, che la manopola del gas fosse posizionata in corrispondenza della scritta close, che non vi fossero candele accese, radio accese, televisori accesi, bypass coronarici accesi, uscivo dal mio appartamento e mentre stavo in auto tamburellavo sul volante canticchiando le canzoni dei cartoni animati inventati da me.C’era quello ad esempio che raccontava l’adolescenza di Pollon.
Pollon in questo cartone animato inventato da me aveva appena compiuto diciottanni e si stava titillando i capezzoli turgidi allo specchio quando ad un certo punto il dio dell'amore eros.. va beh credo di star divagando,poi non credo che interessi, magari ve lo racconto un’altra volta.
Mi capitava molto spesso di frequentare locali pieni di personaggi di discutibile moralità: universitari, figli di liberi professionisti,universitari figli di liberi professionisti, popstar pseudo alternative, copywriter pubblicitari, iscritti al partito democratico.
Ogni volta che arrivavo c’era sempre qualcuno che mi salutava calorosamente e mi chiedeva come stavo e ogni volta io rispondevo semplicemente: sto da dioooo ma tu chi sei? Quello allora scoppiava a ridere e dopo qualche secondo di plausibile sconcerto da parte mia per chiudere la faccenda ridevo anche io, poi ordinavo un vodka martini ed andavo a fare lo stesso con qualche tizia che reagiva più o meno come avevo appena fatto io, se invece faceva finta di conoscermi e mi dava un minimo di spago diventavo magnetico e intrigante, trovavo il modo di finire a casa sua e poi dopo aver fatto quello che andava fatto sparivo, mettevo una croce su quel locale nel mio taccuino mentale, e pensavo che in fondo un po’ mi dispiaceva essermi bruciato un posto squallido come quello, ma comunque ce n’erano tanti, erano tutti più o meno uguali e la sensazione che avevi appena entravi era più o meno quella che immaginavo debbano trovarsi a provare gli insetti,quando un attimo prima sono lì a gironzolare tranquillamente liberi nell’aria e l'attimo dopo si trovano invece improvvisamente intrappolati dentro una tela di ragno, vengono divorati vivi quasi immediatamente e senza neanche il tempo di capire esattamente cosa sia successo, ma soprattutto perchè.
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non sono io:è solo uno specchio
martedì 17 febbraio 2009
1 + 1 = te
Religione ma anche scienza ma anche fantascienza
Stando a quanto si evince dalla lettura di alcune antiche scritture l’uomo potrebbe essere stato creato da un dio a sua immagine e somiglianza. Charles Darwin nel 1859, nella sua opera L’origine della specie, teorizza invece per tutti i primati (uomo compreso) un antenato comune. Allora mi sono chiesto: e se avessero ragione entrambi (scritture e Darwin)? Ho cercato le prove di questa mia avvincente teoria storica-scientifico-religiosa su internet, non ci speravo più di tanto ed invece le ho pure trovate:
Stando a quanto si evince dalla lettura di alcune antiche scritture l’uomo potrebbe essere stato creato da un dio a sua immagine e somiglianza. Charles Darwin nel 1859, nella sua opera L’origine della specie, teorizza invece per tutti i primati (uomo compreso) un antenato comune. Allora mi sono chiesto: e se avessero ragione entrambi (scritture e Darwin)? Ho cercato le prove di questa mia avvincente teoria storica-scientifico-religiosa su internet, non ci speravo più di tanto ed invece le ho pure trovate:
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revisionismi tascabili
mercoledì 11 febbraio 2009
La morte insopportabile
la morte è insopportabile per chi non riesce a vivere
[Morire - CCCP]
Bzztzz…siamo costretti ad interrompere la visione del film per annunciare la morte….btzzz clic bang…la cultura della morte….bzzzz…a morte la morte… bzzz clic bang…morte per sentenza…btzzz clic bang…sentenza di morte… bzzz clic bang…assassini…bzzzclic bang…per omicidio sarà depositato presso il tribunale della procura della repubb…bszzszzz…mi sento morire...bzzz….è morta e bzzzz clic bang…morire…bzzz…trappola mortale bzzz clic bang…scusate, la notizia mi commuove… bzzrztzz clic bang….a morte… bzzrztzz clic bang…. da un lato quella della libertà e della vita, dall’altra quella dello statalismo e della morte…bzzrztzz clic bang…bzzrtzz clic bang…dobbiamo essere cattivi… bzzrztzz clic bang…con la morte di…bzzrztzz..ogni bella ragazza non è la..bzbzzzz.. camorra: agguato e due morti…bsrzzttt clic bang…ustioni sul 90% del cor....bzzrtrzz…morte cerebrale è come la…bzzrztzz clic bang…mi annoia a morbzzsthz...la costituzione italiana…bzzrztzz clic bang… filo sovietica…bzzrztzz clic bang….incidente mortale…bzzrztzz clic bang…da morire… bzzrztzz clic bang..i collegamenti da udine dopo la bzzrztzz clic bang…eliminazione dal grande fratello di fed.. bzzrztzz clic bang…ha causato la morte… bzzrztzz clic bang..in questo paese l’ informazione è mor… bzzrztzz clic bang…non bisogna scendere a patti con bzzrztzz bzzrztzz …la mort… bzzrztzz clic bang…della democrazia, dello stato di diritto bzzrztzz clic bang…attacco inaudito nei confronti del presidente della… bzzrztzz clic bang…morte almeno ventisei persone a kabul… bzzrztzz clic bang…suicidio dell’uomo…btz bzzrztzz clic bang…non c’entro niente con la morte di…bzzrztzz clic bang…il condannato a morte…bzzrztzz clic bang…le morti bianche… bzzrztzz clic bang…calcola l’ora della tua morte… bzzrztzz clic bang…mi manca da morire quel suo piccolo grande aM.. bzzrztzz clic bang…organ ad x factor decisamente sopra le righe rispetto ai….bzzrztzz clic bang…dubbi sul decesso del dottor morte….bzzrztzz clic bang…sono otto i senza tetto morti dall’inizio di quest’….bzzrztzz clic bang…siamo morti di paura…bzzrztzz clic bang…noi credavamo…bzzrztzz...di morirbzzrztzz...peccato mortale…bbzzrztzz Bszzrztzz…ricordati che devi morire…bzzrztzz clic bang…cosparso di benzina e hanno dato fuoco ad un altro uomo,non ancora…bzzrztzz clic bang…clinicamente morto al…bzzrztzz clic bang…bzzzrttzz...telegiornale delle 20: emergenza morte.
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massaggi alla nazione
lunedì 9 febbraio 2009
Strada rivoluzionaria
La recinzione (trama e finale inclusi) del film Revolutionary Road di Sam Mendes
Ciao, questo fine settimana sono andato al cinema. Gli attori non mi guardavano mai. Io mi spostavo a lato apposta,un po’ a destra e un po’ a sinistra, oppure mi abbassavo repentinamente,e altrettanto improvvisamente ricomparivo di nuovo,questo per vedere se si incasinavano,almeno una volta, ma loro sembravano non accorgersi nemmeno che ero lì. Un tizio dietro invece si, lui si, lo ha notato, ed infatti mi ha detto “hei vuoi stare fermo santo dio?”
Andare al cinema mi piace abbastanza, c’è il buio e la gente è insieme ad altra gente, ma al tempo stesso ognuno sta per conto suo, tutti quanti stanno per fortuna zitti e c’è qualcosa di concreto da fare, pensateci: non capita quasi mai.
E’ molto bello andare con la fidanzata o il fidanzato al cinema perché ci si tiene per mano e ogni tanto ci si gira a chiedere sottovoce ti piace? E se l’altro ti risponde si allora tu rispondi anche a me, e anche se ti dice no, in effetti, ti conviene rispondere così, anche perché altrimenti si creerebbero imbarazzi e tensioni difficili da appianare immediatamente.
Allora, ero lì dentro una sala buia e tempestosa a guardare l’america proiettata da un fascio di luce orizzontale con tanta polvere che vi danzava dentro senza un disegno preciso, e intanto sulla parete c’era qualcuno che mi raccontava come funzionava la vita, ed io avevo tanto bisogno di sapere come funzionava,e infatti ero lì esattamente perché non lo avevo ancora capito.
Sullo schermo c’era di caprio che beveva martini bianco e teneva in una mano lo stuzzicadenti con l’oliva e l’altra mano era nascosta perché aveva il braccio dietro lo schienale di una specie di divanetto. Ha proprio una bella cravatta ho dovuto ammettere. Erano gli anni cinquanta o giù di lì. Di fronte a sé lui aveva una tipa mora con indosso un vestito molto castigato e che non lasciava intuire per niente quei due seni di fragranti proporzioni e dai capezzoli grandi e chiari che aveva, ma si capiva da come abbassava gli occhi e rideva nervosamente che era stracotta e non vedeva l’ora di fargli la sorpresa a di caprio, questo era indubbio. Allora a me è venuto da sorridere soffiando dal naso, da dietro a qualcuno è venuto da fare sttchhh,alla mia amica è venuto da dire ma che vuole quello dietro? e che ne so probabilmente solo rompere i coglioni è venuto da dire a me, poi la scena dopo si capiva che di caprio s'era appena ingroppata la mora e si stava rivestendo velocemente perché, come accade a volte all’uomo dopo che ha appena eiaculato,si era reso conto in quel preciso istante che era diventato tardi e infatti glie lo stava dicendo alla donna mentre si abbottonava la camicia e lei restava a letto coprendosi con il lenzuolo, e si intuiva che lei non l’aveva bevuta ma era contenta lo stesso perché non era tanto figa o comunque non abbastanza da riuscire ad essere scopata regolarmente da uno come leonardo di caprio.
Lui allora poi tornava a casa dalla moglie e i suoi due figli per festeggiare il suo trentesimo compleanno. Era una bella famiglia soltanto che lei era infelice perché faceva la casalinga e lui era un po’ triste per via del suo lavoro che non ho capito bene cos’era, ma comunque era un lavoro che non bisognava spaccare pietre, anzi.
Lei coltivava il sogno di diventare un’attrice famosa e lui non lo sapeva bene,cos’è che voleva fare e siccome lei recitava da cani e lui era già tanto che qualcuno gli aveva dato quel lavoro in ufficio, continuavano ad andare avanti in quel modo anche se si sentivano frustrati perché loro ritenevano, come tutti quanti, di essere speciali. Ho letto una recensione da qualche parte che diceva che loro non erano affatto speciali, e che la loro condanna era appunto quella di essere incapaci di accettare la loro mediocrità. Secondo me questa cosa qui nessuno è capace di accettarla, nessuno credo, ma comunque chi sono io per criticare uno che scrive le recensioni sul giornale?
In questo film fumavano sempre tutti quanti un casino ed allora dopo un po’ è chiaramente venuta di fumare anche a me, ma io non potevo, e allora ho proprio dovuto ammettere che il cinema non è la realtà e viceversa, ovviamente.
Ad un certo punto lei propone a lui di andare a vivere a Parigi e scappare così da quella cella medio borghese in cui sono imprigionati, fatta di prati tosati alla perfezione e torte di mele appena sfornate e lasciate a raffreddare sul davanzale.
Lui all’inizio non vuole, pensa sia una cosa da irresponsabili, ma poi si lascia convincere e per un paio di mesi marito e moglie riscoprono durante i preparativi per il viaggio di essere ritornati a rivivere gli entusiasmi che avevano da giovani,poi conoscono un tipo un po’ matto perchè gli hanno fatto l’elettroshock 37 volte o giù di lì ed è diventato un po’ cinico e disilluso ma loro pensano che sia un grande, che non è pazzo per niente, anzi è uno che capisce al volo cosa provano entrambi.
Poi a di caprio offrono una promozione e lei si accorge anche di essere di nuovo incinta e così improvvisamente crolla il progetto di andare via perché di caprio comincia a dire che non ce la possono fare con un altro figlio ma si capisce che è solo una scusa perché lui adesso si sente importante, è cambiato, si è normalizzato forse, o forse è soltanto il solito stronzo, ma lei non reagisce bene e sentendosi tradita si accorge di non amare più il marito, anzi si rende conto che proprio lo odia e anche se dopo il giorno dopo fa finta che non diceva sul serio e gli prepara a di caprio una colazione con la spremuta di arance e le uova strapazzate e tutto, ma quando lui esce per andare in ufficio lei sale in bagno e si infila una cosa di gomma* nella figa e poi la scena dopo c’è lei che sorride guardando fuori dalla finestra un bell’albero secolare, ma quel sorriso si smorza dopo due secondi e si vedono delle gocce di sangue zampillare sulla moquette e poi la telecamera si allontana ed inquadra lei di dietro con una grossa macchia rosso scuro che si allarga dietro il vestito all‘altezza del culo. Allora lei muore in ospedale e lui corre via piangendo, già visto.
E’ molto bello andare con la fidanzata o il fidanzato al cinema perché ci si tiene per mano e ogni tanto ci si gira a chiedere sottovoce ti piace? E se l’altro ti risponde si allora tu rispondi anche a me, e anche se ti dice no, in effetti, ti conviene rispondere così, anche perché altrimenti si creerebbero imbarazzi e tensioni difficili da appianare immediatamente.
Allora, ero lì dentro una sala buia e tempestosa a guardare l’america proiettata da un fascio di luce orizzontale con tanta polvere che vi danzava dentro senza un disegno preciso, e intanto sulla parete c’era qualcuno che mi raccontava come funzionava la vita, ed io avevo tanto bisogno di sapere come funzionava,e infatti ero lì esattamente perché non lo avevo ancora capito.
Sullo schermo c’era di caprio che beveva martini bianco e teneva in una mano lo stuzzicadenti con l’oliva e l’altra mano era nascosta perché aveva il braccio dietro lo schienale di una specie di divanetto. Ha proprio una bella cravatta ho dovuto ammettere. Erano gli anni cinquanta o giù di lì. Di fronte a sé lui aveva una tipa mora con indosso un vestito molto castigato e che non lasciava intuire per niente quei due seni di fragranti proporzioni e dai capezzoli grandi e chiari che aveva, ma si capiva da come abbassava gli occhi e rideva nervosamente che era stracotta e non vedeva l’ora di fargli la sorpresa a di caprio, questo era indubbio. Allora a me è venuto da sorridere soffiando dal naso, da dietro a qualcuno è venuto da fare sttchhh,alla mia amica è venuto da dire ma che vuole quello dietro? e che ne so probabilmente solo rompere i coglioni è venuto da dire a me, poi la scena dopo si capiva che di caprio s'era appena ingroppata la mora e si stava rivestendo velocemente perché, come accade a volte all’uomo dopo che ha appena eiaculato,si era reso conto in quel preciso istante che era diventato tardi e infatti glie lo stava dicendo alla donna mentre si abbottonava la camicia e lei restava a letto coprendosi con il lenzuolo, e si intuiva che lei non l’aveva bevuta ma era contenta lo stesso perché non era tanto figa o comunque non abbastanza da riuscire ad essere scopata regolarmente da uno come leonardo di caprio.
Lui allora poi tornava a casa dalla moglie e i suoi due figli per festeggiare il suo trentesimo compleanno. Era una bella famiglia soltanto che lei era infelice perché faceva la casalinga e lui era un po’ triste per via del suo lavoro che non ho capito bene cos’era, ma comunque era un lavoro che non bisognava spaccare pietre, anzi.
Lei coltivava il sogno di diventare un’attrice famosa e lui non lo sapeva bene,cos’è che voleva fare e siccome lei recitava da cani e lui era già tanto che qualcuno gli aveva dato quel lavoro in ufficio, continuavano ad andare avanti in quel modo anche se si sentivano frustrati perché loro ritenevano, come tutti quanti, di essere speciali. Ho letto una recensione da qualche parte che diceva che loro non erano affatto speciali, e che la loro condanna era appunto quella di essere incapaci di accettare la loro mediocrità. Secondo me questa cosa qui nessuno è capace di accettarla, nessuno credo, ma comunque chi sono io per criticare uno che scrive le recensioni sul giornale?
In questo film fumavano sempre tutti quanti un casino ed allora dopo un po’ è chiaramente venuta di fumare anche a me, ma io non potevo, e allora ho proprio dovuto ammettere che il cinema non è la realtà e viceversa, ovviamente.
Ad un certo punto lei propone a lui di andare a vivere a Parigi e scappare così da quella cella medio borghese in cui sono imprigionati, fatta di prati tosati alla perfezione e torte di mele appena sfornate e lasciate a raffreddare sul davanzale.
Lui all’inizio non vuole, pensa sia una cosa da irresponsabili, ma poi si lascia convincere e per un paio di mesi marito e moglie riscoprono durante i preparativi per il viaggio di essere ritornati a rivivere gli entusiasmi che avevano da giovani,poi conoscono un tipo un po’ matto perchè gli hanno fatto l’elettroshock 37 volte o giù di lì ed è diventato un po’ cinico e disilluso ma loro pensano che sia un grande, che non è pazzo per niente, anzi è uno che capisce al volo cosa provano entrambi.
Poi a di caprio offrono una promozione e lei si accorge anche di essere di nuovo incinta e così improvvisamente crolla il progetto di andare via perché di caprio comincia a dire che non ce la possono fare con un altro figlio ma si capisce che è solo una scusa perché lui adesso si sente importante, è cambiato, si è normalizzato forse, o forse è soltanto il solito stronzo, ma lei non reagisce bene e sentendosi tradita si accorge di non amare più il marito, anzi si rende conto che proprio lo odia e anche se dopo il giorno dopo fa finta che non diceva sul serio e gli prepara a di caprio una colazione con la spremuta di arance e le uova strapazzate e tutto, ma quando lui esce per andare in ufficio lei sale in bagno e si infila una cosa di gomma* nella figa e poi la scena dopo c’è lei che sorride guardando fuori dalla finestra un bell’albero secolare, ma quel sorriso si smorza dopo due secondi e si vedono delle gocce di sangue zampillare sulla moquette e poi la telecamera si allontana ed inquadra lei di dietro con una grossa macchia rosso scuro che si allarga dietro il vestito all‘altezza del culo. Allora lei muore in ospedale e lui corre via piangendo, già visto.
Il film finisce con la scena della loro vicina che è anche la madre del matto e una specie di amica della donna ed è anche quella che ha fatto quel film che non voleva che misery morisse,questa dice cose negative sui suoi ex amici e il marito fa notare che aveva sempre detto che erano persone per bene e lei risponde che in realtà aveva sempre pensato che erano strani, allora lui abbassa il volume del suo apparecchio acustico per non sentirla, e su questo gesto un giorno scriverò un post intero, poi ci sono i titoli di coda ed io mi accorgo che l’attrice che fa la moglie di di caprio è la stessa che aveva già recitato con lui in titanic ed allora ho capito che di caprio si è voluto vendicare,il bastardo, visto che nell’altro film era lui che moriva.
Se vi incuriosisce il film e volete saperne di più, anche se praticamente ho detto tutto quello c'era da dire, provate ad andare a vedere qui.
Altrimenti fate qualcos'altro, ci sono migliaia di cose da fare al mondo.
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*credo si tratti di uno strumento utilizzato in quel periodo per l'interruzione di gravidanza
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