giovedì 26 marzo 2009

I suoi eretici punti di svista

dedicato a uno che non hocapito bene chi è


Tu cosa vuoi fare da grande?
Io cosa? No, no. L’ho chiesto prima io. Che vuol dire Proprio niente, io non diventerò mai grande.
Allora ci incontreremo spesso, io sarò un magistrato. Sarò pagata per acciuffare quelli come te.
Dove sono le mie mutandine?
Dai smettila, dammeleee.
Ho sempre paura a venire in macchina con te,quando guidi tu, giù da noi al sud nessuno passa col rosso.
Si, dai ci scriviamo. Vabbè dai ci vediamo presto.
Cosa significa che non c’è suo figlio? E’ la sesta volta che chiamo questa settimana e non c’è mai. Dove diavolo va tutti i giorni?
Ciao, c’è sempre la segreteria. E’ un po’ che non ci sentiamo, ti ho chiamato perché mi è successa una cosa molto bella, si insomma, a maggio mi sposo. Mi piacerebbe che partecipassi anche tu, dai porta anche quella biondina, come si chiama? Svetlana? Ok, dai scherzo, comunque fammi sapere, ci tengo.
Tu sei stupido. Cristo perché non m i richiami? Sto per sposarmi, hai sentito? Ti prego salvami.
Credo che sia la vodka, sono con un paio di amiche, da qualche parte c'è anche uno che somiglia a corona, può essere pure ch è lui. Manca solo una settimana, credo di essere sbronza. Quindi il fatto che io ti abbia chiamato per dirti che ti amo, credo sia soltanto molto teatrale,anche davvero romantico, sicuramente tenero: ma non ritengo si possa considerare un gesto attendibile o almeno nel pieno delle proprie facoltà mentali, ecco. Adesso vado, il california men mi sta chiamando sull’altra linea, un bacio. Forse sei ancora in tempo, ehmmm, o almeno spero. Chiamami.
Simone è domani. Ho detto,magari ho sbagliato strumento. Magari il telefono ce l’ha sommerso sotto montagne di panni da lavare, disordinato come sei sicuro è così. E allora ho pensato che se provavo a mandarti una mail forse avevo più possibilità. Ho come la sensazione di stare mettendo un messaggio di carta dentro una bottiglia di plexiglass e lasciarla dentro un cesso chimico, questo è un pochino lo spirito con cui ti scrivo ste robe.
Ho fumato marjuana, e ti dirò, adesso vado pure a farmi una birra. Io domani se non ti vedo non mi sposo, brutto stronzo a fatica cagato, sappilo, senza te io domani non faccio un cazzo di niente.
Non riesco più a dirti... più niente, mi dispiace ma non riesco nemmeno ad esserne triste.
Non sento niente.
Ti odio sei una mmerda. Non ti ho mai chiesto nulla, che cazzo c’entravi te nella mia vita? Chi ti ha chiesto di salvarmela, vattene! Non voglio più vederti nemmeno dipinto, sai che vuol dire coglione?
Vorrei dedicare questo mio grande successo ad una persona speciale, me stessa.
Fatelo sparire, non mi interessa che è salito nei sondaggi, io non ho nessuna intenzione di sfidare l’unico uomo che abbia mai amato dai tempi delle mie quarantadue vite pregresse.
Cristina è tua figlia. Hai ragione ad essere arrabbiato, avrei dovuto dirtelo prima. Lei anche non l'ha mai saputo.
E adesso punto, ho come l’impressione che qualcuno ci stia ascoltando.
Ciao Silvio senti, una volta tempo fa lui mi ha tipo salvato la vita.E miliardi di anni fa mi ha anche passato delle risposte su un test di storia, incredibile, lui che la storia non l'ha fatta mai. Ti scongiuro, concedigli la tua grazia piena.
No niente pompino. Siiii,certo: chiaro che lo so che scherzi.


lunedì 23 marzo 2009

Mettere a posto le cose

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Questo week end avevo deciso di fare il bravo; mi accade spesso di prendere queste decisioni di portata storica, ma purtroppo mi capita altrettanto spesso di non mantenere mai i miei buoni propositi, ma questo fine settimana ero invece proprio deciso, mi sembrava ottima l’idea di restare a casa per mettere a posto un po’ di cose che sono sempre fuori posto, è sempre tutto in disordine nel mio appartamento, mi sono detto vuoi mai che mi suoni alla porta per caso ad esempio la nipote della mia vicina di casa, che in realtà non esiste, la nipote intendo,la mia vicina credo che esista,sua nipote invece non l’ho ancora vista e nemmeno la mia vicina me ne ha mai parlato a dire il vero, quindi forse non c’è o per lo meno se esiste non credo sia come io mi immagino che lei dovrebbe essere,ecco,e comunque non credo che mi possa venire a suonare in bikini per chiedermi se ho per caso della maionese da spalmare, ma a parte questo mi sembrava una buona idea fare ordine nella mia vita, in generale intendo,per i particolari avrei improvvisato, come al solito.E così ero lì sul mio divano, dopo il lavoro con ancora l’accappatoio addosso, mi stavo bevendo una birra e mi dicevo appunto che era proprio una buona idea quella di passare un paio di giorni tranquilli a mettere un po’ a posto tutto.
Poi invece è successo che ho ricevuto una telefonata di un mio amico mi ha detto dai perché non ci facciamo un giro ed io dopo averci pensato due secondi alla fine ho detto ma si perché no,magari esco stasera e poi faccio il bravo da domani, questa tra l ‘altro non mi è nuova, in fondo mi dico posso sempre iniziare tutto domani, che cosa cambia? Ecco, forse è questo il mio problema, non ho abbastanza di quella cosa che serve per fare meglio tutte le cose, adesso non mi ricordo neanche bene come si chiama questa cosa, e comunque a me comunque manca, e non credo nemmeno di avere una vaga idea di dove andare a prenderla.
Allora poi sono uscito e dopo sono successe delle cose ed altre ne ho fatte succedere io a causa di un vizio che ho da tanti anni, che mischiato ad alcuni altri vizi che ho da altri anni mi rende a volte, diciamo spesso, va bene quasi sempre: una pressoché totale testa di cazzo.
Ecco adesso l’ho scrivo, mi sono detto, poi magari se lo metto per iscritto la prossima volta andrà meglio. Forse fino ad ora è sempre andato tutto a culo perché le cose non le scrivevo e magari non ci davo il giusto peso e poi le dimenticavo.
Ma questa volta invece no, questa volta sarà tutto completamente diverso. Ed il prossimo fine settimana resto a casa a fare ordine, su questo non si discute assolutamente.

domenica 15 marzo 2009

Così vicini, così lontani

Qualche giorno fa su faccia di libro ho ritrovato il mio vecchio compagno di banco delle elementari, del quale non avevo notizie da più di ventanni; che dire, mi ha fatto un gran piacere, al di là dell'evidente considerazione che tra i due mi sembra palese chi abbia a questo punto combinato di più nella vita. Non vorrei risultare spocchioso e fastidiosamente immodesto, ma mi pare evidente il fatto che il suo sito internet rispetto al mio blog sia di gran lunga molto meno fico e comunque riceva molte meno visite totali, inoltre il suo ShinyStat rank è di sei posizioni più in basso del mio..
Comunque rimane un ragazzo molto simpatico e sono sicuro che prima o poi riuscirà a raggiungere nella vita i traguardi che assolutamente, ne sono sinceramente convinto, si merita. Se passa di qua lo saluto e gli faccio un grande in bocca al lupo.

venerdì 13 marzo 2009

C'è crisi dappertutto

Ultimamente, con qualche rara eccezione, quello che vedo scritto in giro su internet mi annoia talmente tanto che l’altro giorno in ufficio non sapevo cosa fare ed allora mi sono addirittura messo a lavorare.

martedì 10 marzo 2009

Meglio perderli o ritrovarli?

Sabato sera in macchina

Davide: dai Arturo vieni anche te,bla bla...
…anche se lo so… la domenica sera, pure a me che ti credi non..
Dai c’è anche l’amica di Manu, Francesca,si si sai si è appena lasciata con il tipo dopo un tot di anni di convivenza...l’ho vista ieri sera e mi sembra simpatica, è pure carina. Dai vieni, su non ti fare pregare.

Arturo: Uhmmm. Francesca, ma si la conosco: Fulmine!! E’ un po’ che non la vedo, la chiamavamo così perché è completamente fulminata ah ah aha ah ah ah,
beh magari vengo

Davide: ma.. non so se è davvero lei, a me è sembrata a posto..

Domenica sera a cena

Arturo: Ciao Francesca, ma quanto tempo! Sei sempre uno schianto, eh!!

Francesca: Ciao Arturo, ma grazie!! Ti trovo bene anche te eh eh..

Davide (rivolto ad Arturo): Allora? E’ lei la Francesca di cui mi parlavi ieri ? Ma si, com'è che la chiamavate?uhmm, Schizzo? Ma si perché è schizzata ah ah ah….
(poi se ne va..)

Arturo: …

Francesca: …

giovedì 5 marzo 2009

Indossa una sfavillante parrucca di riccioli di plutonio,

Lei
arriva qui con la sua faccina sorridente,
Conosco altri posti dice
Si dimentica di aggiungere seguimi, o forse lo fa intenzionalmente
Hai da accendere? gli chiedo
Poi mi trovo costretto ad aggiungere: non intendevo questo,
quando lei mi cosparge completamente di
Benzina
La brina del gelo che abbiamo istantaneamente innalzato
Durante i nostri estemporanei momenti di conversazione
dissipazione
Ma perchè quella lì ha una foto di suo figlio che piange come sfondo del desktop?
Mi parla di scarpe, o di cose tipo quando le donne parlano di scarpe
Cioè, si. Io ho sempre sospettato che in realtà loro non parlassero davvero di scarpe,che fosse una specie di figura retorica, una metafora ecco, e allora
Non capisco nemmeno io questo scazzamento che hai verso di me. E me ne dispiace, lei dice. Rimetti a posto quel cerino, penso.
Non ho paura,strano perchè anche se forse non sempre si nota io ho sempre paura di tutto, ma adesso invece no
Arriva una che conosco e la saluto, lei sorride e mi dice come va? ed è tutto abbastanza naturale, anche se sono quindici anni che non la vedo, bene rispondo e poi
forse ho bevuto troppo o magari troppo poco
attorno a noi la disperazione si chiama evento
la mia faccia non si confonde più con le altre
ma questa cosa qui non mi rende triste, anzi
Non so, da quando non sei più in fissa per me non mi stai più simpatica, forse questo fa di me una persona orribile o magari solo egoista. Avevamo più o meno senso in un dato contesto, ora che non c’è più non capisco davvero che vuoi.
Mi rendo conto che lei non parla più di scarpe, perché ha smesso di parlare di scarpe? E’ una donna perché diavolo non parla di scar…..
Bypassa il tormento del rispondere brevemente, sinteticamente alla domanda e mi accusa di qualcosa che non ha a che fare con le sue scarpe.
E' forse possibile che uno sia arrivato ad aver detto tutto quello che è possibile dire su questo argomento e quindi non ci sia più niente di significativo da dire in proposito?
Poi io dico una cosa sul fatto che non ci capiamo molto e lei infatti non capisce, è la dimostrazione lampante della tesi che sostenevo, in effetti.
Poi mi chiede di cantare.
Così senza una base, uno strumento qualunque.
Lei si ricorda della mia vecchia chitarra, una cosa che non mi ricordavo più neanche
Cantare, a cappella forse.
Lei vorrebbe sapere cosa mi passa per l’anticamera del cervello
Benvenuta, penso
Ho il suo numero ma non so se lo userò, credo di essere paralizzato dalla testa in su
Forse Vuole arrivare la dove mai nessuna donna è mai arrivata prima, non capisco
Una specie di siaaaaamo cooooosiiiii, versione disco
Per ramarri tipo

Vorrei andare solo dove tu mi permetti, punto
Io sto cercando di capire lo stesso da te ma non mi sembra tu voglia più farmi andare a fondo più di tanto, soprattutto col mio pene
E’ questo il tuo fruscio? A me Sembra molto menointénso del Mio
Non credo siano le persone,i governi o le stagioni a cambiare, penso sia una questione di chimica
Nessuno ha mai conosciuto nessuno, in tutta la storia dell'uomo
In molti, quasi tutti però, hanno conosciuto la propria rappresentazione, più o meno fedele, che han dato dell'altro
Non riconoscersi credo sia normale, aver avuto un impressione familiare, quello è stato fuorviante
Il federalismo sentimentale, non abbiamo più intenzione di favorire gli sprechi del nostro sistema nervoso centrale
preferiamo che la corruzione sia locale
passeremo dal non ricevere più nulla dal cuore al non ricevere più nulla dalle mani, dai piedi, dai capelli
un'altra stupida inutile rivoluzione virtuale

martedì 3 marzo 2009

Peggiore attore non protagonista della propria vita

2.
Mi lavavo i denti molto accuratamente,fino a farli sanguinare,poi fissavo ipnotizzato il liquido rosso che scivolava verso lo scarico del lavandino,ripulivo tutto e subito dopo mi trovavo ad immergere il pensiero dentro il mio liquido sguardo spento davanti allo specchio,sforzandomi di assumere uno sguardo credibile, o almeno accettabile, o anche solo plausibile. A volte sorridevo senza motivo perchè tanto, mi dicevo, si fanno tante cose peggiori di questo senza neanche ci sia bisogno di un vero motivo. Poi ritornavo a dormire. Sognavo di tutto, ma in particolare di non svegliarmi mai. Non ero triste o disperato,magari un po’ disperato quello si,ma nella norma credo; più che altro era che non capivo quale fosse il senso di tutto e una volta questo era importante, capire il senso di tutto, ma poi improvvisamente aveva cessato di esserlo, importante, ed io di conseguenza avevo smesso di cercarlo. Il senso di tutto, in fondo era una liberazione smettere di paragonare ogni cosa sempre con un riferimento tanto ingombrante. Intanto il tempo passava, ed io ero sempre più lontano da tutto e da tutti, ma più di tutto ero a miliardi di anni luce da me stesso, e non capivo quasi nulla, perché era accaduto tutto così velocemente, da non aver avuto nemmeno il tempo di accorgermene. Una volta un collega mi aveva chiesto come andava.Al bar, precisamente. Vedendomi entrare il mattino per fare colazione, prima di cominciare a fare in ufficio quello che facevo, mi accolse con un tono marcatamente di circostanza,chiunque se ne sarebbe accorto. Mentre girava il cucchiaino nella tazzina del caffé, e pensava a chissà cosa, non credo che avesse reale cognizione del fatto che io fossi davvero in quella stanza, in quel momento mi salutò e mi disse: ciao come va? Proprio queste parole qua usò il mio collega. Io dal mio conto, senza guardarlo neppure, avevo risposto: “penso di essere morto da quando lei mi ha lasciato a sopportare il peso del nulla che mi schiaccia con la sua intollerabile leggerezza”. Non importava granché, in fondo, che questo accadimento risalisse ad almeno un anno prima, in quel momento senza pensarci ero stato davvero sincero e infatti lui si accorse finalmente della mia esistenza e prese a guardarmi ma con un espressione assolutamente perplessa,sconcertata. Quella sua espressione era dal punto di vista semantico così desolatamente pertinente, in contrasto certamente con la mia goffa uscita invece palesemente così inopportuna. Non so proprio come mi potesse essere sfuggito involontariamente questo disdicevole moto di onestà intellettuale verso me stesso ed il resto dell’umanità.Questo atto di coerenza. Ed allora riprendendo possesso delle mie facoltà sociali e sorridendo con sguardo complice e sbarazzino mi ero sorpreso ad aggiungere automaticamente: “..ma stasera esco con una studentessa del d.a.m.s. conosciuta nel week-end, ha due tette che sembrano tre”. Era così che andava in quel periodo,ero semplicemente devastato interiormente, ed allora non pensavo che ad avere convegni erotici con l’altro sesso e ad infilare il mio uccello in più pertugi possibili, perché dovunque mi girassi vedevo e sentivo dire che il sesso era comunque una buona idea, in qualsiasi caso, o al massimo comunque non poteva fare male. Avevo bisogno di essere riconoscibile, di adottare un ruolo che tutti potessero comprendere. Volevo soltanto essere una presenza marginale nella vita degli altri e che gli altri fossero altrettanto inesistenti nella mia. Credevo fosse una buona idea recitare una parte, e mi allenavo ogni giorno. Prima o poi avrei vinto qualcosa,ne ero certo; se non proprio un oscar come miglior attore protagonista, almeno una targa o un riconoscimento qualsiasi come peggiore attore non protagonista della propria vita. Dovevo soltanto non impegnarmi per niente e ce l'avrei certamente fatta.